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dip. neuroscienze
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Esposizione di 100 sculture, da Auguste Rodin (Masque de la douleur) a Igor Mitoraj (Two Heads). Alcune molto note, come Amici Antichi o Gli Archelogi (Giorgio De Chirico), o Our Tree of Life (Jacques Lipchitz), o The Knotted Gun (Carl Fredrik Reuterward). Altre di artisti famosi, come The Destroyed City (Ossip Zadkine), Metamorphosis of Narcissus (Salvador Dalì). Vittime del mare (Augusto Murer). Molte originali, come Nagelkopf (Rainer Kriester), The Cry (Juginder Lamba), Jacob and the Angel (Gabriel Sterk). O molto rappresentative dei temi trattati, come Attesa (Elena Mutinelli), The Unkept Secret (Nancy Fried), La condizione umana (Agenore Fabbri), Tramonto (Toni Boni).
Bronzo a patina scura
con elemento in bronzo polished
cm. 34 (h) x 12 x 11,5
Artista, Pietrasanta
Nelle sculture di Alfredo Sasso, dall’interno di figure di una classica bellezza, prorompe strabordante l’anima di un Io tormentato, prigioniero del corpo divenuto ormai una gabbia. In questa opera sembra che un angelo ribelle voglia gridare la sua presenza, le sue emozioni represse, i suoi desideri che premono per realizzarsi. Nondimeno, come un indomito guerriero capace di temperare le sue passioni, la figura che lo ospita sembra trattenersi in una calma apparente.
Bronzo, multiplo
Firmato “G. De Chirico”
cm. 28 (h) x 25,5 x 18,5
Due inseparabili amici, sempre insieme anche nell’impresa disperata di Oreste di vendicare la morte del padre. Anche il titolo con cui l’opera fu conosciuta dall’inizio, Amici antichi, restituisce maggior senso al gesto della figura di sinistra che poggia affettuosamente la mano sopra la spalla del vicino e alle due teste poggiate una contro l’altra. Il tema è affrontato con il caratteristico motivo dei manichini, sul cui ventre vi sono alcuni antichi edifici.
Marmo
E’ noto che le fratture presenti nelle figure di Mitoraj, alludono al mistero dell’antico che si manifesta a noi per frammenti, come evocazioni, allusioni, “screpolature” della vita. Il tema delle due teste ravvicinate, di cui una inclinata e quasi addormentata sull’altra, è tra i più suggestivi, anche per i titoli di altre opere simili a questa, come “Eternal Love”, o “Hermanos” (2016), o “Sonno Grande” (2010), o “Passo Segreto” (2014)…”
Bronzo
Firmato “J. Berthold”
cm. 34,2 (h) x 24,5 x 12
Le sculture di Berthold, tutte concentrate sulla figura umana tra divenire e scomparire, sono ridotte all’essenziale, senza espressioni facciali, senza tempo e in economia di movimenti. Il suo linguaggio formale, elaborato attraverso un antagonismo di superfici convesse e concave, diventa metafora della forma che si dissolve nella proiezione della propria ombra. Come in questa scultura, in cui vi è anche un’ombra della propria ombra o, chissà, dell’ombra di un altro che è solo ombra.
Bronzo
cm 40 (h)
L’originale di questa scultura, conservato nel museo di Birmingham, è in legno, ricavato da una grande trave proveniente dalla demolizione di una nave utilizzata per la tratta degli schiavi. La bocca è la cavità dove veniva inserita un’altra trave e il piolo veniva infilato per tenere le travi insieme. Il legno sembra urlare e l’urlo sembra essere trafitto dal piolo. C’è tortura, angoscia, dolore, come se tutto l’orrore umano e la tragedia degli schiavi pervadessero le travi e le appestassero per sempre, e l’urlo restasse paralizzato per tutta l’eternità.
bronzo
cm 39 (h) x 27
Le metafore, scrive il neuroscienziato Vilayanur Ramachandran, “colpiscono come un fulmine rivelando la verità in modo più profondo e diretto di ogni altra descrizione letterale”. Questo bronzo, che sembra rifarsi alle sculture “trafitte da più chiodi” Nkisi dell’Africa centrale (Congo), ci conduce con immediatezza nel mondo dell’invisibile, quello delle figure archetipe che in ogni tempo e in ogni luogo cercano il significato della vita e del dolore divenendo ponte, confine, soglia tra visibile e invisibile, misura per misurare l’immensurabile.
Terracotta
cm. 28 (h) x 27 x 27
Privata delle sue raffigurazioni religiose, e persino dei suoi aspetti compassionevoli, quest’opera intensamente umana diventa la madre che abbraccia tutti i sentimenti amorosi più profondi, quelli che – nelle parole di Mario Luzi- “penetrano la mente per cui tutto l’essere è mobilitato a comprendere”.
Bronzo
Firmato alla base “Pellini”
cm. 27(h) x 22 x 10
Eugenio Pellini si forma nell’ambiente della Scapigliatura milanese, divenendo un simpatizzante delle idee socialiste a causa delle quali viene anche osteggiato. Nonostante questi precedenti ‘politici’, dedica quasi tutte la sua produzione artistica all’ambito familiare meritandosi il titolo di “scultore dell’infanzia e della maternità”. Quest’opera esce comunque degli schemi convenzionali per l’equilibrato accostamento delle due figure, che conversano tra loro all’interno di una scena quasi teatrale.
Bronzo
Base in travertino
Firmato “Salamone”
cm. 27 (h) x 45 x 17
Questa scultura, realizzata dallo scultore francese negli anni ’80, solo apparentemente è ispirata all’opera di Igor Mitoraj. Rispetto a quest’ultima, le figure non hanno la malinconia delle opere classiche, riproposte come eccellenti relitti di un tempo passato. Sono piuttosto volti in tensione, come in questo bronzo in cui il viso increspato di un fanciullo (ciò che è nuovo) sembra emergere per distinguersi da due volti adulti (lisci ma bendati) come fossero assoggettati al passato.
Bronzo
Firmato “A.Rispal”
Timbro fonderia “Tivernon”
cm. 16 (h) x 24 x 18
Due teste in atteggiamento pensieroso, sormontate in alto da quelle che sembrano le pagine di un libro, e delimitate in basso da quello che potrebbe essere il bordo di una coperta. Il titolo ci indica il soggetto lasciando all’immaginazione il tipo di compagnia. In generale, sono soprattutto gli oggetti di cui amiamo circondarci a rivelare il carattere e la comunione di intenti.
Bronzo
Firmato “Elmar Dietz”
cm. 25 (h) x 17 x 8,5
In questa scultura “andare avanti” non sembra un’eventualità del momento, ma un continuare a camminare e ad andare avanti come persone motivate che vogliono condividere un futuro e non vivere solo per se stesse. Trattandosi di un opera d’arte, ci piace immaginare vi sia l’azione di un ideale, non importa quanto realizzabile, o di un sentimento, non importa con quanti “forse”.
Bronzo
Firmato alla base
cm. 60 (h) x 67 x
Murer, uno di più significativi scultori italiani della seconda metà del Novecento, ha sviluppato una personale produzione artistica legata alla ricerca del senso profondo della esperienza umana. Ne è derivato un impegno civile tradotto in numerose opere pubbliche che hanno contribuito a qualificare la sua creatività, da sempre tesa a interpretare e comunicare temi e forme che hanno stretta attinenza col sociale, come le lotte civili per la libertà e le tragedie collettive.
Bronzo
Firmato
cm. 40 (h)
Artista, Aix-en-Provence
Si legge nella Bibbia che Giacobbe, ancora in fuga dall’esercito del fratello, si trova ad affrontare il difficile guado di un fiume. Quando, stanchissimo e preoccupato per la sua carovana, teme di non riuscire a mettersi in salvo, viene inspiegabilmente attaccato da un angelo con cui duella per tutta la notte. L’artista rappresenta in maniera drammatica questa lotta impari di Giacobbe con chi, caduto dall’alto in maniera inaspettata, si fa “avversario nelle avversità”. Un’incarnazione – si potrebbe dire – dell’eroe romantico in lotta persino contro le forze divine.
Bronzo
Cast 1940 ca.
Firmato “Rodin”
Fonderia “Alexis Rudier”
cm. 28 (h) x 18 x 14
In questo volto maschile, che sembra urlare il suo grande dolore, la semplicità dei dettagli scolpiti con grande finezza fa di questa scultura un archetipo senza tempo, che suscita nell’osservatore una forte carica emotiva ma anche un sentimento di profondo rispetto. Un altro dei capolavori di Rodin, frutto di un lungo studio iniziato già con uno dei volti de la Porta dell’Inferno (iniziata nel 1880) e continuato poi in altre sculture altrettanto coinvolgenti.
Bronzo
Firmato
cm. 20 (h) x 19,5 x 16
Quasi ogni opera di questa artista americana è autobiografica, un “diario visivo” della sua esperienza di vita, inclusa quella della malattia e dell’intervento di mastectomia. L’assumere queste tematiche con lucida obiettività, all’interno di una personale riflessione intorno al confrontarsi del corpo con la malattia e con la morte, le consente di realizzare opere in cui il valore artistico si fonde con quello della testimonianza.
Bronzo
Firmato e numerato
cm. 31 (h) x 17
(breve didascalia in preparazione)
pietra di Vicenza
cm 24(h) x 37 x 11
Quest’opera si deve all’ispirazione che all’artista giunge improvvisa nel momento in cui apprende dello spaventoso terremoto del Friuli. Un “evento tragico” che lo sconvolge profondamente, soprattutto pensando come certe disgrazie colpiscano soprattutto le persone più deboli, ossia le donne e i bambini.
Bronzo firmato
cm. 13 (h) x 30
Schopenhauer scrive che la vita è come un gioco degli scacchi in cui il vero avversario che si compiacerà di scombinare i nostri piani strategici è il destino. In questa opera sembra piuttosto che il destino sia invece (o anche) manovrato da altre persone (i Grandi della terra?) che lo stabiliscono a tavolino.